PERUGIA. Sono gli Angeli e i Demoni i protagonisti della 67ª Sagra Musicale Umbra: l’elemento angelico e quello demoniaco ispira, infatti, i programmi dei dieci concerti, tutti appositamente concepiti per la Sagra, con alcune importanti rarità, tra cui la prima esecuzione assoluta nella storia della cantata massonica Amphion di Luigi Cherubini, scritta a Parigi nel 1786 e mai eseguita, certamente uno degli appuntamenti più attesi dell’edizione 2012.
A inaugurare il festival, venerdì 7 settembre al Teatro Morlacchi di Perugia alle ore 21, la Royal Philharmonic Orchestra diretta da Charles Dutoit. È il debutto a Perugia per il famoso Direttore d’orchestra svizzero, mentre la Royal Philharmonic ha già partecipato alla Sagra nel 1984 e alla stagione degli Amici della Musica nel 1990. Proporranno la Sinfonia n. 39 in mi bem. magg. K. 543 di Mozart e la  Sinfonia n. 5 in mi min. op. 64 di Čajkovskij. Alberto Batisti commenta il programma impaginato da questa grande orchestra che farà tappa esclusivamente a Perugia: «Mozart e Čajkovskij, messi a confronto, possono essere l’incarnazione di un’antitesi fra Apollo e Dioniso, fra luce e tenebra, lo splendore maestoso del mi bemolle maggiore massonico di Mozart contro le lacerazioni del mi minore col quale il musicista russo ha rappresentato il conflitto fra destino e volontà».
Due sono gli appuntamenti in programma sabato 8 settembre.
Alle ore 17 all’Auditorium del Conservatorio «Francesco Morlacchi», il primo dei due concerti legati alla Musica della Speranza, un Concerto per la Croce Rossa Italiana con il baritono Filippo Bettoschi, accompagnato dai Solisti di Perugia e da Simone Frondini e Massimo Mercelli, rispettivamente solisti all’oboe e al flauto. Un programma interamente dedicato a Bach con l’esecuzione della Cantata «Ich habe genug» BWV 82 e della Suite in si min. per flauto, archi e basso continuo BWV 1067. Alberto Batisti si calerà nelle vesti di concertatore. La serata è legata a un’iniziativa promossa dal Comitato Femminile della Croce Rossa Italiana di Perugia, come spiega Maria Teresa Fiorucci, Ispettrice del Comitato Femminile CRI Perugia: «Con il ricavato di questo concerto, infatti, intendiamo donare un defibrillatore al PalaEvangelisti, ove è intensa l’attività per tanti giovani e  spesso vengono organizzati intrattenimenti e spettacoli per migliaia di persone. Oggi è più rara la morte per malattie cardiache, ma si può morire per un intervento tardivo. In tutta Italia con l’associazione ” 30 ore per la vita” stiamo organizzando eventi come questo per  finanziare tale iniziativa e per sensibilizzare e preparare soprattutto i giovani al Primo Soccorso, perché un intervento, preciso, competente, immediato può salvare una vita».
Alle ore 21 è ancora Bach protagonista del concerto all’Abbazia di San Nicolò di San Gemini:  «Le cantate per la festa di San Michele Arcangelo e tutti gli angeli» è il tema del concerto, che prevede l’esecuzione di tre cantate raramente eseguite: «Man singet mit Freuden vom Sieg» BWV 149, «Herr Gott, dich loben alle wir» BWV 130 e «Es erhub sich ein Streit» BWV 19, affidate alla Kölner Akademie diretta da Alexander Willens, che tornano alla Sagra dopo essere stati applauditi due anni fa in una serata tutta pergolesiana. I solisti di canto sono Myriam Arbouz soprano, Ursula Eittinger contralto, Jan Kobow tenore e Thilo Dahlmann  basso.

Gli stessi complessi artistici, la Kölner Akademie sempre diretta da Willens, con i due tenori Andreas Karasiak e Jan Kobow, si ripresentano la sera successiva, domenica 9 settembre,  nella Chiesa templare di San Bevignate di Perugia alle ore 21 per uno degli appuntamenti più importanti e attesi della Sagra 2012: «A te Anima dell’Universo: Cherubini, Mozart e la Massoneria». Riporteranno, infatti, alla luce, e dunque si ascolterà per la prima volta nella storia, una grande partitura di Luigi Cherubini, la cantata massonica Amphion, ou l’Alliance de la Musique à la Maçonnerie, Cantata per la Loge Olympique. Infatti, l’esecuzione di questa cantata, con la quale il compositore fiorentino avrebbe dovuto debuttare a Parigi nel 1786, su commissione della Loge Olympique, non ebbe mai luogo. Un concerto di grandissimo richiamo e interesse storico e musicologico, aperto da Ecce panis angelorum, per tenore e orchestra, sempre di Cherubini, e chiuso dal più celebre dei musicisti legati alla Massoneria, Mozart, di cui si ascolteranno alcuni titoli tratti dalla sua produzione massonica: la Maurerische Trauermusik K. 477 e le due Cantate Massoniche «Die Mauerfreude», K. 471 e «Laut verkünde unsre Freude» K. 623. Precisa Alberto Batisti a proposito di questo concerto: “La scelta della chiesa dei templari di San Bevignate, da secoli non adibita al culto, ha un suo fascino particolare nello stabilire legami non peregrini fra gli antichi cavalieri del Tempio e i moderni «muratori». Per la prima volta la Sagra Musicale Umbra indaga anche le liturgie laiche che videro protagonisti alcuni fra i più grandi costruttori di suoni dell’epoca moderna, da Haydn a Beethoven, da Cherubini a Verdi, senza ovviamente dimenticare il più celebre dei confratelli musicisti, Mozart. E riportando alla luce un Cherubini di cui tutti da anni attendevano la scoperta”. Il concerto è realizzato in collaborazione con in collaborazione con “Palazzetto Bru Zane – Centre de musique romantique française”.

Nel pomeriggio di domenica 9 settembre, prima del concerto di San Bevignate, la Sagra propone un appuntamento, alle ore 17, a Montefalco, nel Museo di San Francesco, dove il celebre baritono Alessandro Corbelli, accompagnato al pianoforte da Anna Toccafondi, nel programma appositamente impaginato in omaggio al tema della Sagra, accosta pagine vocali di ispirazione spirituale di Schubert – Pilgerweise D. 789 e Litenei D. 343 – e Beethoven – si potrà ascoltare Der Wachtelschlag, ossia “il verso dell’allodola”, poi riutilizzato nella Pastorale, dove l’uccellino canta le lodi di Dio – ad altre di ispirazione mefistofelica, come le due versioni della canzone della pulce dal Faust di Goethe intonate da Beethoven (Mephistos Flohlied op. 75 n. 3) e da Musorgskij (Canzone di Mefistofele nella taverna di Auerbach). Lo stesso per i due Lieder di Schumann, Requiem op. 90 n. 7 e Belsatzar op. 57, uno in forma di canto funebre e l’altro su una delle più celebri ballate di Heine. La seconda parte è tutta dedicata a Don Chisciotte. Si tratta delle canzoni affidate a Scialiapin nel celebre film di Pabst. Ravel fu interpellato per scriverle, ma le sue composizioni non piacquero. Gli fu preferito Ibert e, infatti, nel film Scialiapin canta quelle, appunto le Quatre Chansons de Don Quichotte, inserite nel programma. Nondimeno, Ravel pubblicò le sue tre canzoni, che figurano tra i capolavori della musica da camera francese e delle quali si ascolterà la più dolce, Don Quichotte à Dulcinée. Perché Don Chisciotte in questo programma? “Perché è un povero diavolo, in realtà puro come un angelo”, risponde divertito Alberto Batisti.

Lunedì 10 settembre all’Oratorio di Santa Cecilia di Perugia alle ore 21 la Sagra torna a volgere la sua attenzione al cinema muto, come già ebbe modo di fare nell’edizione dedicata a Dante. Nuovamente in collaborazione con la Filmoteca Vaticana, ecco una serata dedicata ai «Santi e dannati nel cinema muto». Si tratta di tre titoli di fondamentale importanza nella storia della settima arte. Saranno proiettati Jeanne d’Arc di Albert Capellani  (Francia, 1908, 7′), Il Poverello di Assisi di Enrico Guazzoni (Italia, 1911, 11′ 40”) e Pagine del libro di Satana di Carl Theodor Dreyer (Danimarca, 1920, 110′). Per Perugia e l’Umbria, si tratta anche di una scelta particolare: il film di Guazzoni è, infatti, il primo film italiano mai girato su San Francesco, che mette in scena i momenti più importanti della sua vita. Claudia Di Giovanni, Direttrice della Filmoteca, descrive così la scelta dei tre titoli, fatta appositamente per la Sagra Umbra: «Dall’archivio della Filmoteca Vaticana emergono, attraverso le pellicole, le storie di tanti angeli e demoni. La purezza angelica di Giovanna d’Arco riempie lo schermo e insieme alla “follia” di San Francesco tornano insieme a narrarci la gioia e il dolore di seguire, aiutati dagli angeli, la propria vocazione alla santità, mentre Dreyer ci avvolge suadente con il suo racconto per ricordarci come l’angelo caduto e le sue schiere hanno “tentato” di cambiare le sorti dell’uomo e la sua storia».

Martedì 11 settembre alle 21 la Sagra si sposta al Santuario della Madonna dei Miracoli di Castel Rigone dove il pianista Maurizio Baglini, considerato oggi uno dei più autorevoli giovani virtuosi italiani, propone un programma pianistico accattivante: «Suggestioni angeliche – suggestioni diaboliche», che oscilla tutto fra l’ispirazione sacra di Bach – due corali, Bach/Hess Jesus, Joy of Man’s Desiring e Bach/Busoni Nun komm’ der Heiden Heiland – e di Franz Liszt  – l’Evocazione della Sistina dalle Harmonies poétiques et réligieuses e Angelus! Preghiera agli angeli custodi dal Terzo anno di Pellegrinaggio (Italia) – e pagine, invece, totalmente diaboliche, come le due versioni del Mephisto-Walzer (la n. 1 e la n. 4) e la folgorante Suggestion diabolique di Prokof’ev insieme alla versione ipervirtuosistica della Danza macabra di Saint-Saëns, realizzata da Vladimir Horowitz.

Mercoledì 12 settembre nella Basilica di San Pietro di Perugia alle 21 la Sagra propone una immersione nel barocco romano con due inediti e due assolute rarità. «Horrida Daemonum Turba – Angeli e demoni dell’oratorio del ‘600 romano» è il titolo dato al concerto da Alessandro Quarta che dirige il suo Concerto Romano. In programma, appunto, due inediti da manoscritti del XVII secolo: Abraham, dialogo a 8 voci, due violini e bc. di Abundio Antonelli (insegnante di musica al Seminario Romano dal 1602 al 1606 e maestro di cappella in San Giovanni in Laterano dal 1611 al 1613, poi trasferitosi a Benevento e senza più alcuna notizia della sua vita) e Tobiae oratorium dialogo a 5 voci, due violini e bc. di Francesco Foggia (Roma, 1604-1688, attivo prima a Colonia e Monaco di Baviera e successivamente maestro di cappella in numerose chiese e basiliche romane). A seguire, di Domenico Mazzocchi il Dialogo della Maddalena a 8 voci e bc. (dalle Sacrae Concertationes, Roma, 1664) e di Giacomo Carissimi Dives malus oratorio a 8 voci, due violini e bc. «I due inediti di Antonelli e Foggia sono davvero preziosi e in ambedue i protagonisti sono gli angeli – spiega Alessandro Quarta – mentre nel Dialogo della Maddalena ascoltiamo le dolci parole dell’angelo a Maddalena che si era recata presso il sepolcro di Cristo quando già era risorto: Perché cerchi un vivente fra i morti? Questa domanda riaccenderà la speranza dell’afflitta donna, dopo un lungo e bellissimo lamento interpolato da magistrali interventi corali. Una delle più belle pagine di Domenico Mazzocchi. Poi passiamo ai diavoli: Si vide innanzi un’orribile turba di demoni che dicevano…: questa frase, pronunciata all’inizio dell’oratorio Dives malus di Giacomo Carissimi, apre uno degli episodi più movimentati dell’oratorio romano del ‘600. Infatti, la turba di demoni è uno dei personaggi più attivi dell’intera vicenda. I serratissimi dialoghi fra il Dives e il coro infernale sono caratterizzati da una impressionante ed incalzante dinamicità musicale e drammaturgica, di grande slancio ritmico e descrittivo. Il carattere di queste creature infernali, presenti per tutto l’oratorio, dimostra un interessante carattere sfaccettato, dalla grottesca spietatezza alla compassione per il Dives, ancora incredulo di essere morto, e di star scendendo nell’inferno».

Nel pomeriggio della stessa giornata, mercoledì 12 settembre, alle ore 16, la Sagra offre il secondo dei suoi concerti della “Musica della speranza”, con il ritorno, dopo la significativa e assai apprezzata presenza degli scorsi anni, al Complesso Penitenziario Capanne di Perugia, portando la musica tra le detenute del carcere perugino grazie a due violiniste, Azusa Onishi e Mizuho Ueyama, che eseguiranno musiche di Ysaÿe, Bach e Leclair.

Il concerto di giovedì 13 settembre alle 21 si tiene nella Chiesa del SS. Crocefisso di Torgiano ed è un’altro evento musicale della Sagra 2012, rivolgendosi in questo caso al mondo ebraico, una ideale apertura ad altro rito e a una diversa spiritualità: le pagine dei compositori israeliani Boaz Avni (Largo per archi) e Ofer Ben-Amots (Dialoghi celesti,per voce clarinetto, percussioni e archi, in prima esecuzione italiana) sono messe a confronto con le densità spirituali e atemporali di Arvo Pärt (Psalom, per orchestra d’archi e Fratres per violino e archi) in un concerto che vuole essere un omaggio alla figura del grande clarinettista umbro Ciro Scarponi, del quale viene proposto il Cantico delle creature per voci femminili. Ad eseguire queste intense pagine sono i Solisti di Perugia diretti da Francesco Seri, ai quali si uniscono il cantore Alessandro Brachetti, il clarinettista Guido Arbonelli, le percussioni dei Tetraktis, le voci delle Kamenes e il violino di Patrizio  Scarponi, fratello del grande Ciro.
Venerdì 14 settembre si ritorna alla Basilica di San Pietro di Perugia per una serata, alle ore 21, del tutto speciale, trattandosi del concerto in cui verranno presentate le composizioni finaliste del Concorso internazionale di composizione per un’opera di musica sacra Premio “Francesco Siciliani”, alla sua prima edizione, iniziativa che nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Perugia Musica Classica, la Sagra Musicale Umbra e il Pontificio Consiglio della Cultura, presieduto dal cardinale Gianfranco Ravasi. Il St. Jacob’s Chamber Choir di Stoccolma diretto da Gary Graden (cha fa anche parte della Giuria internazionale, insieme a don Massimo Palombella, Filippo Maria Bressan, Alberto Batisti e il Presidente, il compositore Giya Kancheli) eseguirà, dunque, le partiture dei tre finalisti e, al termine della serata, verrà assegnato il primo premio. Ma un’importante novità è anche quella di far partecipare distintamente il pubblico e la critica alla premiazione: è previsto, infatti, anche un premio simbolico assegnato dal pubblico e uno assegnato dalla critica presenti in Basilica.  Il Segretario Artistico del Concorso, il compositore Marcello Filotei, precisa: «Abbiamo ricevuto 210 partiture da ogni parte del mondo, segno che è forte l’interesse dei compositori di oggi nei confronti di un testo antico come il Credo apostolico”. Il concerto sarà introdotto dalla Messa in sol maggiore di Francis Poulenc, composta per coro misto a cappella nel 1938 e considerata il vertice della sua produzione vocale, la cui complessità e densità è inversamente proporzionale alla sua brevità – soltanto una ventina di minuti – e dal Cantique des Cantiques del parigino Jean-Yves Daniel-Lesur, organista e autore rinomato di musica vocale liturgica. Nel Cantique, scritto nel 1952 e ispirato a uno dei testi più belli dell’Antico Testamento, l’autore assembla invocazioni ebraiche e inni latini, un mélange particolare che riflette anche il suo gusto per le forme antiche della musica e l’uso di un contrappunto finemente cesellato, di melodie espressive, di influssi del canto gregoriano. Il concerto, con gli stessi esecutori, sarà replicato a Firenze, in Cattedrale, nell’ambito della rassegna di musica sacra «O flos colende», promossa dall’Opera del Duomo e diretta da Gabriele Giacomelli. 
Tre sono gli appuntamenti della giornata conclusiva della Sagra in programma sabato 15 settembre.

Alle ore 17 al Teatro Brecht di Perugia, l’Ensemble Magazzini Babàr con il baritono Giulio Boschetti propongono un «Viaggio Musicale in Italia». Si tratta di un racconto per suoni e parole ispirato all’omonimo libro di Charles Burney con le musiche di Alessandro Annunziata, il quale così descrive il suo lavoro, rivolto soprattutto al pubblico dei più giovani: «Ho cercato di rendere, nel breve arco di un’ora di spettacolo, il senso della profonda trasformazione che è avvenuta tra la musica dell’epoca di Monteverdi a quella di oggi, ma nello stesso tempo, anche grazie a qualche fantasiosa soluzione strumentale, di lasciar trapelare quanta modernità fosse già contenuta nel magistero musicale dei grandi del passato, per dare alle giovani orecchie che ci ascolteranno un appiglio in più, un orizzonte più familiare cui fare riferimento».
Alle ore 18, nella Cattedrale di San Lorenzo di Perugia, la tradizionale Messa solenne cantata, presieduta dall’Arcivescovo, che quest’anno viene a chiudere, anziché inaugurare, la Sagra, dunque un momento anche di ringraziamento, oltre che di raccoglimento spirituale. La liturgia sarà accompagnata dal canto di inni e antifone in puro stile gregoriano affidati al Coro gregoriano dell’Abbazia di Novalesa diretto da Enrico Demaria.
Grande chiusura la sera, alle ore 21, al Teatro Cucinelli di Solomeo con «Il violino del diavolo», ossia quello del grande virtuoso Ilya Gringolts – insieme al pianoforte di Peter Laul – che si scatenerà in un programma virtuosistico di grande fascino, dalla Sonata in sol min. per violino e basso continuo «Il trillo del diavolo» di Tartini alle Streghe di Paganini, passando per Bach, Ysaÿe e Szymanowski.
Da non dimenticare, infine, un incontro di approfondimento giovedì 13 settembre all’Oratorio di Santa Cecilia alle ore 17: Alberto Batisti affronterà Il Grande Oriente dei suoni: Musica e Massoneria.

Per ulteriori informazioni:
tel. 075-5722271
www.perugiamusicaclassica.com

Biglietteria: A partire dal 1 settembre tutti i giorni feriali e festivi, dalle 11.00 alle 19.00, presso il Punto informativo in Piazza della Repubblica – Corso Vannucci a Perugia. Anche presso la sede del concerto a partire da un’ora prima dello spettacolo.

Di Golem

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *